
Nel quartiere Stazione ci sono luoghi che, con il tempo, diventano parte della vita quotidiana di tante persone e famiglie per incontrarsi, imparare e crescere insieme. In via Turri 27, ogni settimana decine di bambine, bambini e ragazzi frequentano il doposcuola di quartiere Il Portico, servizio di sostegno scolastico realizzato dal CEIS insieme a L’Ovile, volontarie, volontari e educatori all’interno della Rete di comunità Impossibile. Oggi questo spazio riapre con ambienti rinnovati, più accoglienti e funzionali, proprio come racconta lo slogan inventato dalle ragazze e dai ragazzi che lo vivono ogni giorno: “Nuovo (9) x te (3) = 20sette”.

La riapertura di Turri 20sette, spazio educativo e di comunità in via Turri 27, rappresenta un momento significativo per il quartiere Stazione. Non si tratta soltanto della restituzione di ambienti rinnovati e più accoglienti, ma della riattivazione di un punto di riferimento per la vita del quartiere. La riqualificazione è stata realizzata nell’ambito del progetto “Scandalosamente bello”, promosso dal Comune di Reggio Emilia insieme a Farmacie Comunali Riunite e coordinato da Fondazione Reggio Children, partendo dall’ascolto di volontarie e volontari, associazioni, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di immaginare insieme come rendere questo luogo ancora più accogliente, funzionale e capace di sostenere le attività educative.
Come ha ricordato l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti, alla base di questo progetto c’è una convinzione ben nota a chi lavora nell’educazione: lo spazio non è uno sfondo neutro, ma parte integrante del percorso educativo. Può facilitare le relazioni, sostenere l’autonomia, aiutare l’organizzazione delle attività e creare condizioni di benessere per chi lo frequenta. In questo senso, la bellezza diventa un elemento educativo: uno spazio curato comunica attenzione, accoglienza e fiducia, e trasmette a bambine e bambini l’idea che il loro impegno sia importante e meritevole di luoghi pensati per loro. Durante l’inaugurazione, il presidente de L’Ovile e del Consorzio Oscar Romero, Valerio Maramotti, ha richiamato proprio questo valore, ricordando le parole di Padre Pino Puglisi, che pensando ai ragazzi del quartiere Brancaccio diceva come la bellezza possa “guarire l’uomo”, soprattutto chi porta dentro di sé le ferite della povertà, della malattia o della violenza.
All’interno di Turri 20sette trova casa una delle esperienze educative più importanti del quartiere: il doposcuola “Il Portico”, che oggi coinvolge 73 bambini e ragazzi. Il servizio è realizzato dalla Rete di comunità Impossibile, con capofila CEIS – Centro di Solidarietà di Reggio Emilia, insieme a L’Ovile, alle associazioni Servire l’Uomo e I Santi Innocenti, grazie al contributo preziosissimo delle volontarie e dei volontari. Come ha sottolineato lo stesso presidente Maramotti, “per le cooperative del Consorzio che partecipano alla rete è motivo di grande orgoglio mettersi al servizio delle persone che vivono questa parte della città. Pur restando fedeli alla propria missione di accoglienza e inserimento lavorativo, il lavoro quotidiano svolto in questi luoghi dimostra anche una capacità progettuale capace di generare valore per la città e per la collettività, contribuendo a rendere questa porzione di territorio più bella e più funzionale”.

Il doposcuola è attivo nei pomeriggi di lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, oltre che il sabato mattina, offrendo supporto nello svolgimento dei compiti, momenti di socialità, laboratori e attività ludiche, dove trovano posto incontri, attività e servizi rivolti alla comunità. Per L’Ovile, che opera in tre spazi del quartiere insieme alle altre realtà della rete, Turri 20sette è parte di un lavoro più ampio di presenza e animazione comunitaria nel quartiere Stazione costruito nel tempo attraverso la costruzione di rete e il dialogo. Anche il sindaco Marco Massari, intervenuto all’inaugurazione, ha ricordato quanto il quartiere Stazione sia ricco di associazioni, gruppi e cittadini impegnati ogni giorno nel migliorare la qualità della vita e delle relazioni. E ha richiamato un principio fondamentale: se si vuole migliorare davvero una città bisogna partire dalle bambine e dai bambini, mettendoli al centro dell’attenzione e garantendo loro spazi in cui possano crescere e stare bene.
La riapertura di Turri 20sette conferma così il valore del lavoro di rete tra istituzioni, cooperative, associazioni e volontariato: un impegno condiviso che rende possibile costruire luoghi vivi e capaci di accogliere i bisogni. In un quartiere spesso raccontato solo attraverso le sue fragilità, Turri 20sette ricorda invece che esiste anche un’altra narrazione: quella fatta di collaborazione, presenza educativa quotidiana, volontariato e comunità che si prende cura dei propri spazi e delle nuove generazioni che qui crescono e che rappresentano il futuro del quartiere e della città. Come si è augurato il sindaco, rivolgendosi alle ragazze ai ragazzi presenti all’inaugurazione “Il quartiere merita di essere anche raccontato per la bellezza delle cose che vengono fatte. Anche voi siete bellissimi ed è nostro dovere mettervi nelle condizioni di stare bene”.