
“Proprio elegante questa Chiesa” è stato il primo commento arrivato da una persona del gruppo all’entrata in San Pietro, nel pomeriggio di sabato 15 novembre, durante il pellegrinaggio de L’Ovile a Roma.
Certamente la vista della basilica e della piazza antistante ha meravigliato molte persone presenti che non l’avevano mai vista e che hanno approfittato di questa possibilità per vivere questa esperienza. In effetti è stata davvero una bella esperienza: un’esperienza di cooperativa, un’esperienza di famiglia, un’esperienza spirituale.
Il nostro gruppo è partito quando ancora regnava il buio sulla stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia e, già in treno, con un vagone intero riempito da L’Ovile, la “squadra” ha iniziato a conoscersi e ad affiatarsi grazie soprattutto al lavoro di animazione, che ha permesso di rompere gli imbarazzi iniziali. Compagne, compagni, partner e famiglie, tutte e tutti si sono sentiti velocemente a proprio agio e a più riprese improvvisate figure di supporto educativo nell’accompagnare il gruppo nei momenti di calca e di ressa.
C’è stato il tempo per le visite culturali ai musei, per la città, ai Fori, ma i momenti più importanti sono stati la messa in Piazza San Pietro la domenica mattina, celebrata dal Papa, e il “pellegrinaggio” a piedi, sabato, lungo via della Conciliazione prima di entrare in San Pietro attraverso la Porta Santa.

Il pellegrinaggio in particolare, scandito dal rosario e preceduto dalla croce giubilare, ci ha dato l’idea di una cooperativa in cammino, fondata per chi vive situazioni di marginalità ma consapevole che il valore aggiunto del nostro lavoro è il lavorare con e non per chi accogliamo, la nostra comunità, la nostra gente, per usare un termine caro al fondatore.
L’organizzazione, curata perfettamente da Ines, prevedeva anche un pranzo collettivo a Trastevere, senza dubbio la ciliegina sulla torta di questa esperienza. Compagne, compagni e partner danno così un resoconto della loro esperienza in questi due giorni: “davvero uno spettacolo”, “si vede chiaramente che siete una famiglia”, “spero ci siano altre occasioni”.
Non penso ci saranno spesso queste occasioni giubilari, anche perché L’Ovile, ha davvero fatto un certo sforzo per permettere la partecipazione a più di cinquanta persone; ma sono certo che questa famiglia, che si è intravista a Roma in questi due giorni, ci sarà anche durante le corse quotidiane, quando ognuna e ognuno di noi é preso dal proprio lavoro.