
Un respiro alla volta è un percorso di welfare aziendale promosso da L’Ovile grazie al sostegno di Mutua Nuova Sanità. Avviato lo scorso novembre, nasce con l’obiettivo di offrire a socie, soci, lavoratrici e lavoratori uno spazio di benessere durante la pausa pranzo, pensato per ridurre lo stress e sostenere l’equilibrio psicofisico nel corso della giornata lavorativa.
Il percorso gratuito rientra nelle azioni di welfare aziendale dedicate alla promozione della salute, ed è stato progettato per essere accessibile anche a chi non ha mai praticato mindfulness o tecniche di rilassamento.
Per comprendere meglio il senso di portare una pratica come la mindfulness nell’esperienza quotidiana del lavoro, abbiamo parlato con Debora Manfredi, che ha condotto il percorso.
Portare la mindfulness nel contesto lavorativo significa portarla nel cuore della vita reale, dove le cose accadono davvero e spesso tutte insieme. In uno spazio terapeutico le persone arrivano con un’intenzione chiara di cura; al lavoro arrivano con scadenze, riunioni, responsabilità e mille pensieri aperti. Ed è proprio qui che la mindfulness mostra la sua forza. Non come tecnica per “stare meglio a prescindere”, ma come allenamento alla presenza dentro la complessità. Non per eliminare lo stress, ma per imparare a starci in modo più regolato, meno reattivo, più umano. È una mindfulness che cammina, che ascolta, che respira anche in mezzo al rumore.
Mi ha colpita il fatto che molte persone si siano presentate senza aspettative, e spesso anche con una sana dose di scetticismo. Qualcuno non “credeva” nella mindfulness, qualcuno non credeva nella psicologia, qualcuno probabilmente non credeva nemmeno che camminare lentamente in una sala riunioni potesse avere un senso. E questo, paradossalmente, è stato un enorme punto di forza. Perché la mindfulness non chiede fede, ma esperienza. Non chiede di essere capita subito, ma provata. Ho visto persone avvicinarsi con curiosità silenziosa, senza grandi dichiarazioni, e poi scoprire, con sorpresa, che qualcosa accadeva davvero: un rallentamento, una maggiore chiarezza, un contatto diverso con sé stessi. Quando la pratica funziona, lo fa non perché “ci crediamo”, ma perché ci attraversa!
Mi auguro che portino con sé un piccolo spazio interno, anche solo un respiro in più prima di reagire. Anche solo la capacità di accorgersi: “Ok, questo è un momento difficile… e posso starci senza perdermi completamente.” Se nei momenti più faticosi riusciranno a fermarsi un istante, a sentire i piedi a terra, a riconoscere cosa stanno provando senza giudicarsi, allora la mindfulness avrà fatto il suo lavoro. Non rendere le giornate perfette, ma un po’ più abitabili. E a volte questo è già moltissimo.
Accanto al percorso di mindfulness, che si concluderà venerdì 23 gennaio, prenderà avvio un secondo ciclo di incontri dedicato alle tecniche di respirazione, al chair stretching e al bagno sonoro: pratiche che uniscono respirazione, movimento dolce e rilassamento, senza necessità di cambiarsi o utilizzare attrezzature.
Gli incontri si tengono nella sala assemblee della sede de L’Ovile, dalle 12:50 alle 13:30. Chi fosse interessata o interessato a partecipare a uno o più incontri può segnalarlo a elisa.cocchi@ovile.coop per consentire una corretta organizzazione degli spazi.
