
Il 21 maggio ai Chiostri di San Pietro si è tenuto uno degli appuntamenti centrali della seconda edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Reggio Emilia, promosso e coordinato da L’Ovile insieme a una rete sempre più ampia di enti pubblici, scuole, università, associazioni e realtà del territorio.
L’incontro finale è stato un’importante occasione per raccontare due dei principali progetti realizzati dalla cooperativa all’interno del Festival: Obiettivi Comuni e Agrifuturo. Due esperienze molto diverse tra loro, ma accomunate da una stessa domanda: come possiamo immaginare e costruire un futuro più sostenibile coinvolgendo le nuove generazioni?
Ad aprire l’evento sono stati Gemma Espinet Ribert, responsabile comunicazione de L’Ovile e coordinatrice del Festival, Anna Maria Ferrari, Delegata alla Sostenibilità Ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Alberto Olmi, consigliere della Provincia di Reggio Emilia.

Il primo progetto presentato è stato Obiettivi Comuni, la mostra diffusa che ha portato l’Agenda 2030 fuori dagli spazi istituzionali e dentro i luoghi della vita quotidiana.

Grazie alla collaborazione tra L’Ovile, il Liceo Artistico Gaetano Chierici, la Provincia di Reggio Emilia e ben 27 Comuni del territorio, oltre 300 studentesse e studenti hanno realizzato opere artistiche dedicate ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Cento di questi lavori sono stati selezionati ed esposti in piazze, strade, biblioteche e spazi pubblici della provincia, trasformando il territorio in una grande mostra a cielo aperto.
Durante l’incontro sono intervenute la dirigente scolastica Elena Ferrari e la professoressa Giuseppina Scarano, sottolineando il ruolo della scuola come luogo del domani e il valore educativo di un progetto che ha permesso ai giovani di confrontarsi con temi complessi attraverso il linguaggio universale dell’arte e di portare il proprio sguardo in dialogo con la città, le istituzioni e il territorio.
Per restituire valore al lavoro delle ragazze e dei ragazzi del liceo e aprire il confronto con tutta la cittadinanza, è stato organizzato un talk con l’artista (artivista come si definisce) Edoardo Malagigi. utilizza materiali di scarto per realizzare grandi opere e stimolare una riflessione sui temi ambientali, sull’ingiustizia sociale e sull’antimilitarismo. Ha dialogato con Giacomo Iotti, referente della comunicazione della Provincia di Reggio Emilia ente patrocinante del progetto Obiettivi Comuni e dell’intero Festival, raccontando con entusiasmo la propria ricerca artistica, la tecnica e la visione dell’arte come mezzo di denuncia e consapevolezza.

La seconda parte dell’evento è stata dedicata ad Agrifuturo, il progetto promosso da L’Ovile con il patrocinio dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Nel corso dei mesi, studenti universitari dei corsi di laurea triennale e magistrale e giovani ricercatori hanno lavorato insieme su una sfida concreta: immaginare come innovazione e sostenibilità possano contribuire a trasformare il futuro dei territori rurali e del sistema agroalimentare, attraverso attività di gruppo, momenti di confronto interdisciplinare e metodologie partecipative. Anche attraverso il confronto con esperti e professionisti locali, il percorso ha portato all’elaborazione di tre linee di lavoro principali: l’uso sostenibile dell’acqua e il contrasto alla scarsità idrica, il sostegno alle piccole aziende agricole e alle filiere locali, e la valorizzazione della biodiversità culturale attraverso pratiche comunitarie legate al cibo, ai saperi tradizionali e all’incontro tra culture differenti.
Durante l’evento conclusivo del Festival, i partecipanti hanno restituito pubblicamente i loro progetti, accompagnati da diversi totem tematici realizzati da ricercatrici, ricercatori e professori, al fine di dimostrare come la sostenibilità possa essere affrontata non soltanto come questione ambientale, ma anche come tema sociale, culturale e relazionale, capace di mettere in connessione università, territorio e comunità.

La giornata del 21 maggio ha rappresentato una sintesi efficace dello spirito che anima il Festival dello Sviluppo Sostenibile: mettere in relazione scuole, università, istituzioni, associazioni, imprese e cittadinanza per trasformare la sostenibilità da concetto astratto a pratica concreta. Nel corso delle tre settimane del Festival sono state realizzate circa 70 iniziative in tutta la provincia, confermando la capacità del territorio di costruire alleanze, generare partecipazione e promuovere riflessioni condivise sui temi ambientali, sociali ed economici dell’Agenda 2030. Un percorso che ha portato il Festival reggiano a essere citato da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) tra le esperienze territoriali più attive a livello nazionale, un risultato significativo per la nostra cooperativa che continua a investire nella sostenibilità come strumento di sviluppo territoriale, partecipazione e costruzione di comunità.
