
C’è un momento, in vista della pensione, in cui per molti è inevitabile domandarsi “e adesso che succederà?”. Non è solo una questione finanziaria, ma un mutamento radicale delle proprie abitudini quotidiane, delle relazioni, del modo in cui si percepisce il proprio ruolo e il posto che si occupa nella vita degli altri.
Da queste premesse nasce E-PAC – Passages As Chance, progetto Erasmus+ dedicato alla transizione dal lavoro alla pensione, con l’obiettivo di sviluppare strumenti e percorsi educativi capaci di accompagnare questa fase della vita. L’iniziativa coinvolge L’Ovile insieme a partner europei attivi nell’educazione del target adulto: il Comune di Iserlohn (Germania), GERO – Competence Center for Old Age (Lussemburgo), Mestna Knjižnica Kranj (Slovenia), il Comune di Nyíregyháza (Ungheria) e AFEdemy (Paesi Bassi).
Si è da poco conclusa la prima fase, che ha visto inizialmente la formazione di tre trainer della transizione attraverso un percorso in tre incontri accompagnati da una terapeuta e da una consulente del lavoro. La formazione ha affrontato temi come la gestione dei gruppi, le tecniche di facilitazione e la possibilità di accogliere e accompagnare eventuali criticità emerse durante gli incontri. Sono stati poi gli stessi trainer, insieme agli animatori di comunità de L’Ovile, a co-progettare e condurre il percorso di ascolto e confronto rivolto a persone che stanno vivendo questo passaggio. Il lavoro ha preso forma in tre focus group, a cui hanno partecipato circa dieci persone, pensati non come incontri formativi tradizionali ma come spazi di apprendimento reciproco in cui condividere esperienze, aspettative e dubbi legati al pensionamento.
Fin dal primo incontro è emersa un’immagine molto concreta: la pensione è come un “mattino senza agenda”, per qualcuno è libertà, per altri una sensazione di vuoto. Molti hanno raccontato la paura di perdere la rete di relazioni costruita negli anni di lavoro e il timore di non riuscire a dare una nuova destinazione alle proprie competenze. Sono emersi anche temi molto pratici: la paura del futuro e della stabilità economica nel tempo, la mobilità, la salute, il ruolo crescente nella cura di nipoti e familiari.

Accanto a queste preoccupazioni sono apparse però anche passioni lasciate in sospeso per anni e la voglia di rimettere in circolo competenze ed energie. In diversi interventi è tornata la parola lentezza, non come rinuncia, ma come possibilità di trovare finalmente un proprio ritmo, diverso rispetto da quello imposto dal mito della produttività continua nel mondo del lavoro. Il lavoro si è intrecciato con la teoria di H. Petzold, che individua cinque pilastri dell’equilibrio personale –s alute, relazioni, tempo, sicurezza materiale e valori – e sottolinea come, quando una o più di queste dimensioni vacillano, l’equilibrio complessivo della persona possa diventare più fragile. La transizione alla pensione è uno dei momenti in cui questo accade più facilmente: per questo gli incontri hanno aiutato a mettere a fuoco per ciascuno dove si concentrano le fragilità e dove, invece, sono già presenti risorse e punti di forza su cui fare leva. Al contempo è emersa una mappa condivisa di opportunità già presenti sul territorio, volontariato, associazioni, corsi, reti informali di scambio e mutuo aiuto, come contesti di riferimento per dare e ricevere supporto.
Le domande emerse sono state molte: come costruire nuove reti sociali? Come restare utili? Come ridefinire la propria identità senza il lavoro? Come mantenere relazioni con generazioni diverse? Da qui prenderà forma la seconda fase, con l’obiettivo di trasformare quanto emerso in strumenti e percorsi concreti e replicabili. Parallelamente, si è scelto di integrare questi risultati nel Piano Strategico per la Parità di Genere e nelle politiche di welfare de L’Ovile per il biennio 2026-2027, così da accompagnare in modo più strutturato le transizioni di fine carriera e l’ingresso nella pensione. Le esperienze e i bisogni raccolti diventeranno quindi la base per sviluppare nuove competenze, strumenti e azioni dedicate a chi attraversa questa fase della vita lavorativa e personale, anche all’interno della nostra cooperativa.
Per chi si trova a pochi anni dalla pensione o l’ha raggiunta da poco e vorrebbe partecipare alle prossime attività o ricevere maggiori informazioni sul progetto, contattare il 3487208855
