
Una nuova struttura si aggiunge al Servizio Accoglienza, Salute Mentale & Carcere de L’Ovile. Si chiama Casa Loi Armici, ed è un gruppo-appartamento a media protezione pensato per il reinserimento e la riabilitazione sociale di persone che vivono situazioni di disagio psico-sociale, culturale e abitativo.
La struttura è già operativa e ospita attualmente due persone, ma potrà accoglierne fino a sei. Si trova a pochi passi dal centro città, in una posizione scelta non casualmente, nella convinzione che il territorio sia parte integrante del percorso riabilitativo e che vivere in un contesto aperto, vicino ai servizi e agli spazi di socialità significhi poter ricostruire gradualmente relazioni, autonomie e senso di appartenenza alla comunità.
Il gruppo-appartamento è intitolato a uno storico utente dei Servizi di Salute Mentale, più volte incontrato e accolto anche dalla cooperativa.
Casa Loi Armici si inserisce dunque all’interno di un sistema più ampio di servizi alla persona rivolti a persone con fragilità. Il settore, composto da una filiera di 27 servizi di accoglienza (ad alta, media e bassa intensità), progetti domiciliari e servizi di inclusione, è gestito da un gruppo di lavoro che segue un orientamento legato alla pedagogia critica e istituzionale, definendo e ri-costruendo le esperienze secondo quello che la Responsabile di Settore, Francesca Cavedoni, definisce Manifesto Pedagogico di Servizio.
Le strutture accolgono persone inviate dai Centri di Salute Mentale, dai servizi sociali, e dagli Uffici di Esecuzione Penale. Come raccontano Emanuela Catino e Alberto Bigi, rispettivamente Pedagogista e Coordinatore del servizio, l’apertura di Casa Loi Armici nasce da una richiesta territoriale sempre più significativa di percorsi capaci di sostenere le persone non solo dal punto di vista assistenziale, ma soprattutto educativo e relazionale verso una crescente autonomia e inclusione sociale. Questo significa riconoscere che la fragilità non definisce la persona, ma rappresenta una condizione temporanea sulla quale è possibile intervenire attraverso percorsi strutturati di accompagnamento educativo e relazionale.
Nei gruppi-appartamento a media protezione è infatti garantita una presenza quotidiana dell’équipe educativa, che accompagna gli ospiti nelle attività della giornata con l’obiettivo di costruire, passo dopo passo, percorsi personalizzati di autonomia reale e sostenibile. In questo senso, Casa Loi Armici è pensata come uno spazio educativo e relazionale che si pone come sfondo integratore. La quotidianità condivisa diventa parte fondamentale del lavoro pedagogico: si cucina insieme, si condividono momenti informali, si lavora sulle autonomie personali e domestiche, ma anche sulla ricerca di lavoro, sulla gestione dei documenti, sulle relazioni sociali e sulle opportunità presenti nel territorio, promuovendo competenze di vita fondamentali, secondo una prospettiva pedagogica basata sull’empowerment e sull’autodeterminazione della persona. Dal punto di vista riabilitativo, la struttura si configura come un contesto di apprendimento esperienziale, in cui ogni attività quotidiana diventa occasione di crescita e recupero delle capacità sociali ed emotive. La dimensione comunitaria favorisce inoltre dinamiche di mutuo aiuto, cooperazione e sostegno reciproco, elementi fondamentali nei processi di reinserimento sociale.
Casa Loi Armici rappresenta così non soltanto una nuova risposta ai bisogni del territorio, ma anche un modo preciso di intendere il lavoro educativo e riabilitativo: costruire luoghi il più possibile familiari, aperti e inclusivi, in cui le persone possano sentirsi accolte, accompagnate e valorizzate nelle proprie possibilità di crescita.
