
Il congedo parentale facoltativo è uno strumento che permette a lavoratrici e lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per dedicarsi alla cura delle proprie figlie e dei propri figli. Dal 1° gennaio 2026 è stata introdotta una novità importante: il periodo entro cui è possibile usufruirne è stato esteso dai 12 ai 14 anni di età della/del figlia/o.
La modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e riguarda le madri e i padri che lavorano come dipendenti. Non cambiano invece i principali limiti relativi alla durata del congedo: ad aumentare è il periodo di tempo entro il quale è possibile utilizzarlo.
Il congedo parentale è un periodo di astensione volontaria dal lavoro che può essere richiesto dalla madre lavoratrice o dal padre lavoratore dipendenti per prendersi cura della propria figlia o del proprio figlio.
Può essere utilizzato in modo continuativo oppure frazionato e, nei casi previsti, anche su base oraria. I periodi di congedo possono essere richiesti da entrambi i genitori, anche contemporaneamente.
Si tratta quindi di uno strumento che può accompagnare la genitorialità nelle diverse fasi della crescita, consentendo di dedicare tempo alla cura familiare anche oltre i primi anni di vita.
Il congedo parentale può arrivare complessivamente a 11 mesi, considerando i periodi utilizzabili da entrambi i genitori.
Ciascun genitore può usufruire di un periodo massimo di 6 mesi. Per il padre il limite può arrivare a 7 mesi nel caso in cui utilizzi il congedo per almeno 3 mesi, anche non continuativi.
In presenza di un solo genitore, il limite complessivo può arrivare a 11 mesi.
All’interno di questi periodi sono previsti anche mesi di congedo indennizzati. Complessivamente, per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, sono 9 i mesi indennizzabili, secondo le modalità stabilite dalla normativa.
È questo l’aspetto più importante introdotto nel 2026.
Fino al 31 dicembre 2025 il congedo parentale poteva essere utilizzato entro i 12 anni di vita della figlia o del figlio.
Dal 1° gennaio 2026, invece, il limite è stato portato a 14 anni. I mesi di congedo a disposizione non aumentano: è stato esteso di due anni il periodo entro il quale madri e padri lavoratori dipendenti possono scegliere di utilizzarli.
La modifica amplia quindi il periodo nel quale madri e padri possono scegliere di utilizzare il congedo parentale ancora disponibile. È possibile farlo anche quando una figlia o un figlio ha già compiuto 12 anni, purché non abbia ancora raggiunto i 14 anni.
È importante sottolineare che l’estensione non aumenta il numero complessivo di mesi di congedo disponibili. Restano invariati i limiti previsti per ciascun genitore e quelli complessivi: cambia invece il periodo di tempo entro cui poterli utilizzare.
Per le famiglie che hanno adottato o preso in affidamento una minore o un minore, il congedo può essere utilizzato entro 14 anni dall’ingresso in famiglia, comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.
Il congedo parentale è un periodo di assenza dal lavoro indennizzato secondo modalità e limiti stabiliti dalla normativa.
Dei 9 mesi complessivamente indennizzabili:
L’indennità ordinaria è pari al 30% della retribuzione media giornaliera. È inoltre prevista un’indennità maggiorata all’80% per complessivi 3 mesi, a determinate condizioni e se i periodi vengono fruiti entro i 6 anni di vita della figlia o del figlio.
Per i periodi che vanno oltre i 9 mesi indennizzabili, il congedo può essere ulteriormente fruito nei limiti previsti dalla normativa; in questi casi l’indennità del 30% è riconosciuta in presenza di specifici requisiti reddituali.
L’estensione da 12 a 14 anni amplia concretamente il periodo nel quale una lavoratrice o un lavoratore può scegliere di utilizzare il congedo parentale ancora disponibile.
Le esigenze familiari possono infatti cambiare nel corso degli anni e richiedere una diversa organizzazione dei tempi di lavoro e di cura. La possibilità di utilizzare il congedo fino ai 14 anni lascia quindi alle famiglie un margine temporale più ampio per affrontare queste esigenze.
Per L’Ovile, il congedo parentale è anche uno degli strumenti per sostenere la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare e una maggiore condivisione delle responsabilità di cura.
La domanda di congedo parentale deve essere presentata telematicamente all’INPS attraverso il servizio dedicato.
Prima di presentare la richiesta è utile verificare i periodi di congedo già utilizzati e quelli ancora disponibili, oltre alle condizioni previste per il riconoscimento dell’indennità.
Per approfondire la propria situazione, lavoratrici e lavoratori possono consultare le indicazioni dell’INPS o rivolgersi all’Ufficio Risorse Umane de L’Ovile (Roberto Giorgioni, Isabel Cucca, Elisa Cocchi).